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Mobilità del futuro Guideremo tutti elettrico?

Parte posteriore della fiancata di un'automobile, con cavo elettrico connesso a una colonnina di una serie di colonnine

Una moderna di stazione di ricarica lungo l'autostrada A2 (area di servizio di Neuenkirch).

(© KEYSTONE / URS FLUEELER)

Da un cantone con poche auto elettriche e l'aria molto inquinata, a un Paese dove un'auto nuova su due deve attaccare la spina benché aria e petrolio non siano un problema: approfondimento del settimanale della RSI Falò sulla mobilità elettrica.

Nella Svizzera italiana, chi guida un'auto elettrica è ancora una mosca bianca, un idealista che non vuole inquinare.

Il prezzo di acquisto di una vettura a zero emissioni resta un grosso ostacolo, perché in Svizzera non ci sono incentivi. Ma le cose potrebbero presto cambiare e sul mercato stanno uscendo modelli sempre più interessanti, come autonomia e come prezzo.

In Europa, intanto, c'è un Paese dove un'auto nuova su due è elettrica. È la Norvegia. Eppure, a Oslo e dintorni l'aria è meno inquinata che nel Canton Ticino, e i norvegesi sono grandi produttori di petrolio. 

Allora perché si sono buttati a piedi pari nell'elettrico?

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Puntata del settimanale Falò sulla mobilità elettrica

Ospite in studio, per commentare sia le esperienze di chi guida elettrico nella Svizzera italiana sia il reportage dalla Norvegia, è Davide Comunello, giornalista specializzato nel settore automobilistico.

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La puntataLink esterno di FalòLink esterno è stata trasmessa dalla Radiotelevisione svizzeraLink esterno giovedì 6 dicembre.

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