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La Variante 95 non scalfisce il Piano di Magadino

Una veduta panoramica del Piano di Magadino, percorso dal fiume Ticino. Sullo sfondo il Lago maggiore

La controversa strada ideata per collegare il Locarnese all'autostrada A2 (all'altezza dello svincolo di Camorino) attraverso il Piano di Magadino non si farà.

Dalle urne ticinesi è infatti scaturito un chiaro «no» alla cosiddetta Variante 95, il collegamento contestato da un'ampia alleanza di associazioni. Alta l'affluenza alle urne: il 44%.

Bocciando il collegamento stradale, la popolazione ticinese si è dunque schierata a favore della salvaguardia del territorio. E, soprattutto, non ha voluto ipotecare il futuro dell'unico polmone verde del Ticino: il Piano di Magadino, culla di aree naturalistiche protette (le Bolle di Magadino) di importanza internazionale.

L'ampio e acceso dibattito sulle sorti del Piano di Magadino ha ricordato analoghe passioni suscitate vent'anni fa su scala nazionale. Alludiamo a quelle legate al destino di "Rothenthurm", la pregiata pianura palustre che aveva rischiato di essere trasformata in una piazza d'armi. In quell'occasione il popolo svizzero si era schierato a favore della natura.

Oggi come allora, sebbene con ovvie diversità, il voto ticinese ha premiato la difesa delle risorse territoriali che, nel Piano di Magadino, significano anche risorse agricole: oggi questo polmone verde assicura l'80% della produzione ortofrutticola ticinese. Oggi come allora, si tratta di un voto epocale.

Un no storico che va oltre una strada

La vittoria del no è stata evidentemente accolta con grande gioia. Mentre aspettiamo che Ulrico Feitknecht, ingegnere agronomo e titolare della fattoria Ramello sul Piano di Magadino, prenda in mano il telefono, sentiamo da lontano le note di una fisarmonica e i canti di chi si è schierato contro la Variante 95.

Non usa toni trionfalistici, ma Ulrico Feitknecht è evidentemente molto soddisfatto. "Il no alla Variante 95 – dice a swissinfo – è in fondo un sì ad una precisa idea di sviluppo che tiene conto delle risorse territoriali del Ticino. Non siamo contrari alla realizzazione di una strada che colleghi il Locarnese all'autostrada, ma desideriamo che le soluzioni vengano studiate in modo approfondito".

La prima volta che il Ticino è stato chiamato a votare sulla sorte del Piano di Magadino, fa notare l'ingegnere agronomo, la popolazione si è schierata a favore di questo prezioso territorio. "Il no alla Variante 95 – continua Feitknecht – è anche espressione di una severa critica alla politica pianificatoria del Canton Ticino".

La natura come valore di progresso

Ulrico Feitknecht, che è anche presidente dell'Associazione per un Piano di Magadino a misura d'uomo, resta con i piedi per terra. "Noi ci assumiamo la responsabilità di questo voto sostenendo i progetti di valorizzazione di questa area, come il Parco naturale del Piano di Magadino. Un parco che rappresenterà non solo un'area di svago, ma anche un attrattiva per il turismo".

Feitknecht inserisce pertanto il voto di domenica in una dimensione prospettica: "In un Ticino caratterizzato dal terziario avanzato, la qualità della vita è indubbiamente un valore sempre più ricercato. E nella natura trova un terreno fertile".

Sensibile, come imprenditore, agli argomenti dell'economia, il titolare della fattoria Ramello ribadisce la necessità di un collegamento stradale, ma le soluzioni - compresa la Variante Panoramica, a sua volta però contestata - vanno ora studiate seguendo le indicazioni emerse dal voto di domenica. Un'altra idea di sviluppo, insomma, è possibile.

Il Comitato referendario intende ora adoperarsi per migliorare da subito la situazione viaria degli abitanti di Cadenazzo, Contone e Quartino, mediante misure tecniche e il potenziamento dell'offerta dei trasporti pubblici.

Delusione tra i favorevoli

Come in ogni votazione, i perdenti hanno espresso, in un rituale ormai collaudato, la propria delusione, tanto più che la Variante 95 aveva ricevuto il sostegno di numerosi sindaci del Locarnese, di TicinoTurismo e delle maggiori istanze economiche.

E tanto più che il Locarnese e la maggior parte dei comuni del Piano di Magadino si sono schierati a favore del collegamento veloce. Poca la voglia di commentare una sconfitta dal sapore, per loro, amaro.

A nome del comitato a favore della Variante 95, Matteo Oleggini ha riconosciuto che il limite dei sostenitori è stato quello di non essere riusciti a convincere il Ticino sull'importanza di questa superstrada, che verrà per il momento congelata.

Ora è importante convincere la Confederazione, ha aggiunto, di mantenere il collegamento A13-A2 nella rete delle strade nazionali per ottenere il finanziamento. "Si ripartirà - ha concluso - dalla compattezza del Locarnese"

Il consigliere di Stato Marco Borradori, direttore del Dipartimento del territorio, ha fino all'ultimo ribadito che la Variante95 rispetta la Costituzione e le leggi, e che non avrebbe fatto aumentare il traffico di camion verso Fondotoce (l'imbocco dell'autostrada A26 in territorio italiano, a soli 25 chilometri dal confine svizzero). Ma le sue parole non sono servite. Si dovrà pertanto iniziare daccapo, sulla base di nuove proposte pianficatorie.

swissinfo, Françoise Gehring, Locarno

In breve

Il credito di fr. 4'660'000 franchi per elaborare il progetto di massima e gli studi di impatto ambientale della Variante 95 - approvato dal Gran Consiglio - è stato dunque bocciato dal 54,6% dei ticinesi e delle ticinesi. I «no» sono stati 49'057 mentre i «sì» 40'855.

Contro questo decreto era stato lanciato con successo un referendum che ha raccolto 15'700 firme.

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Lo sviluppo del Piano

Il Piano di Magadino è posto nel baricentro del triangolo che congiunge i poli urbani di Lugano, Bellinzona e Locarno.

Sul Piano di Magadino città e campagna si incontrano e si intersecano, formando un tessuto edificato frammentato. Tra il 1960 e il 2000 la popolazione complessiva dei comuni del Piano di Magadino è cresciuta da 13'000 a 29'000 abitanti. Il Piano di Magadino ha registrato uno dei maggiori tassi di crescita a livello cantonale (125%).

Anche i posti di lavoro sono raddoppiati nello stesso periodo, passando da circa 4'250 a ca. 8'500. Particolarmente significativi sono stati i cambiamenti della struttura economica, con il primario e il secondario che sono scesi dal 17% al 9%, rispettivamente dal 54% al 39%, mentre il terziario é passato dal 29% al 52%.

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le bolle di magadino

Le Bolle di Magadino, che costituiscono uno dei nove paesaggi golenali svizzeri definiti d'importanza internazionale dall'Accademia svizzera delle scienze, sono una zona deltizia, affacciata sul Verbano, alle foci dei fiumi Ticino e Verzasca.

Sono protette dalla Convenzione di Ramsar, sottoscritta da più di un centinaio di paesi e con oltre 900 zone umide individuate nel mondo.

Ultimo frammento di un paesaggio naturale esteso, un tempo, a tutto il piano di Magadino e oggi divenuto estremamente raro in tutta l'Europa, le Bolle sono caratterizzate da una grande varietà di ambienti.

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