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Italia-Svizzera L'accordo sui frontalieri? "È sepolto"

La strada per la ratifica da parte di Roma dell'accordo fiscale con la Svizzera si fa sempre più impervia.

Dopo le contrarietà espresse da diversi esponenti della Lega contro l'accordo fiscale sui frontalieri, parafato nel 2015 dagli allora ministri delle finanze Evelyne Widmer-Schlumpf e Pier-Carlo Padoan ma non ancora ratificato dall'Italia, martedì sono stati due parlamentari pentastellati di Como e Varese, Giovanni Currò e Niccolò Invidia, ad affermare che per loro l'intesa è ormai sepolta. L'accordo sarebbe troppo penalizzante per i frontalieri e i comuni italiani della fascia di confine.

Il Movimento 5 Stelle – ha spiegato Currò alla Radiotelevisione Svizzera – ha fatto in modo che il tema non rientrasse nell'agenda della Camera dei Deputati: 

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accordo sui frontalieri sempre più lontano

Che la ratifica dell'accordo non sarebbe stata cosa facile lo si sapeva da mesi. Matteo Salvini e diversi rappresentanti del suo partito hanno più volte affermato, ancor prima di andare al Governo, di volere rinegoziare l'accordo. Con la presa di posizione odierna del Movimento 5 Stelle, l'intesa raggiunta tre anni fa sembra ormai definitivamente affossata.

Per saperne di più su ciò che prevede l'accordo raggiunto nel 2015:

Tasse frontalieri, incremento ridotto per i redditi bassi

Gli effetti del recente accordo fiscale italo-svizzero non saranno univoci: l'eventuale stangata si prospetta solo per salari dagli 80'000 franchi ...

Questo contenuto è stato pubblicato il 4 maggio 2016 17.27


tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 20.11.2018)

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