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Il "Fertility day" fa partorire solo polemiche

Dai vetusti motti dell'Italia fascista a accuse di razzismo e discriminazione. La ministra della salute Beatrice Lorenzin va da una gaffe all'altra

In Italia il basso tasso di natalità non è proprio una malattia, ma la cura per combattere il problema si è trasformata in una campagna controversa, voluta dal ministero della Salute. Quella del "Fertility day" che per il momento ha fatto partorire tante polemiche ma anche tante ilarità.

In poche parole: la ministra Lorenzin ha pensato bene di sensibilizzare il paese su un problema di salute non indifferente, l'infertilità. E le sue cause. Come il fumo, l'alcool, le droghe, e stili di vita poco sani. Ma per trasmettere il messaggio il suo dicastero, o meglio, l'ufficio comunicazione ha diffuso a fine agosto degli opuscoli per lanciare il "Fertility day" che i più, o meglio le più, hanno giudicato offensivi, vedendo in essi vetusti motti dell'Italia fascista.

L'eco delle proteste è tale che si corre ai ripari, ma si sa, la fretta è cattiva consigliera e così la nuova formula rischia di fare ancora più danni. Insomma, una gaffe tira l'altra. Il nuovo manifesto divide le persone in portatrici sane di buone abitudini, casualmente belli, bianchi, e giovani, contrariamente alle cattive compagnie, tra cui neri, giovani con capigliatura rasta e in bocca uno spinello. Apriti cielo. Per far piovere accuse di razzismo, discriminazione, indifferenza verso i problemi veri del paese e via dicendo.

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