Il gruppo Hupac ha aumentato l'anno scorso il volume del traffico, conseguendo un risultato definito "soddisfacente". La società con sede a Chiasso auspica che i contributi d'esercizio per il trasporto intermodale siano mantenuti anche dopo il 2023.

Per non compromettere il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia, i contributi d'esercizio andrebbero prolungati, a un livello inferiore, fino al completamento del corridoio Reno-Alpi, previsto non prima del 2030.

Secondo una simulazione della stessa Hupac - hanno sottolineato i suoi dirigenti presentando a Zurigo i risultati del 2018 - gli aumenti di produttività di AlpTransit, con i tunnel di base del Gottardo e del Ceneri, saranno realizzabili solo in parte.

Fra i fattori che riducono la competitività del trasporto intermodale, rendendolo più costoso di quello su strada, Hupac cita ad esempio le linee di accesso che in Germania sono limitate ai treni di una lunghezza di 690 metri, invece di 740.

Secondo i datti già resi noti in gennaio, Hupac ha aumentato l'anno scorso il volume del trasporto su rotaia del 21,4%, con un totale di oltre 926'000 spedizioni stradali. Il fatturato è cresciuto del 19,4% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 579,7 milioni di franchi. Il risultato d'esercizio ha subito una contrazione del 29,1%, attestandosi a 6,8 milioni di franchi.

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