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Finanziamenti campagne Per 7 mila franchi finisce una carriera politica

La socialista Géraldine Savary del canton Vaud non solleciterà un nuovo mandato al Consiglio degli Stati durante le elezioni federali del 2019. Attaccata per i suoi legami privilegiati con il miliardario svedese Frederik Paulsen, la politica rinuncia pure alla vicepresidenza del partito.

savary

La senatrice vodese Geraldine Savary non si ricandida: in ballo un finanziamento non lecito durante l'ultima camapagna

"La pressione mediatica di cui sono stata oggetto ha intaccato la mia salute. Non ho più la forza necessaria per condurre contemporaneamente il mio mandato e una nuova campagna elettorale", ha dichiarato Savary in una conferenza stampa tenutasi a Losanna. La "senatrice" vodese ha ammesso "errori di apprezzamento" in merito al finanziamento delle precedenti campagne elettorali da parte del miliardario svedese.

La socialista è infatti stata travolta dalle critiche, provenienti anche dal suo stesso partito, in seguito alle rivelazioni sui fondi per le comuni campagne rosso-verdi del 2011 e del 2015 per il Consiglio degli Stati, stanziati da Paulsen.

Oggi la Savary ha rivelato che - oltre ai soldi precedentemente dichiarati - il suo comitato di campagna aveva ottenuto 7 mila franchi supplementari dal miliardario per il secondo turno delle elezioni alla Camera dei cantoni del 2011. Ha quindi ammesso di non aver informato il suo partito, superando così il limite imposto dalla sua formazione politica.

4'000 franchi nel 2011 e 5'000 nel 2015

Finora era stato annunciato che Frederik Paulsen, presidente del gruppo farmaceutico Ferring con sede a St-Prex (VD), aveva concesso a Savary e al Verde Luc Recordon 4'000 franchi a testa nel 2011 e 5'000 a testa nel 2015. Il denaro era stato versato su un conto speciale per la campagna elettorale.

Secondo la segretaria cantonale del PS, il partito aveva posto due condizioni per accettare le donazioni: niente denaro da parte di una società e non più di 5'000 franchi. Le regole erano quindi apparentemente state rispettate, fino alle rivelazioni odierne. 

Fine di una carriera

Con la decisione odierna, sta quindi per concludersi la carriera politica federale di una delle donne più promettenti: prima di essere eletta nel 2007 al Consiglio degli Stati e poi rieletta nel 2011 e nel 2015, la Savary è stata consigliera comunale a Losanna dal 1998 al 2003 e presidente del PS losannese dal 1999 al 2003. In seguito è stata per quattro anni (dal 2003 al 2007) in Consiglio nazionale e dal 2012 è pure vicepresidente del PS svizzero e co-presidente dell'intergruppo parlamentare latino "Consumi".

La reazione del miliardario

Frederik Paulsen si dice dispiaciuto della decisione della consigliera agli Stati vodese di non voler più ripresentarsi per un nuovo mandato a Berna.

Nel contempo il presidente dell'impresa farmaceutica Ferring, con sede a Saint-Prex (Canton Vaud), denuncia "la pressione mediatica e politica" che si è abbattuta sulla socialista vodese. In una nota odierna, Paulsen dice di aver appreso "con grande rincrescimento" la decisione presa dalla Savary.

"Ho sempre trovato nella signora Savary l'esempio di una donna di convinzioni, preoccupata per il bene pubblico, ferma nelle sue posizioni e aperta al mondo. Per questi motivi ho voluto sostenerla, modestamente e amichevolmente, nelle sue campagne politiche".

tvsvizzera.it/fra con RSI

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