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Eredità Agnelli: deciderà (anche) la giustizia svizzera

La magistratura ginevrina potrà occuparsi della vertenza che oppone Margherita Agnelli de Pahlen a due società che gestivano gli averi del padre. In una sentenza pubblicata giovedì, il Tribunale federale ha dato ragione alla figlia dell'Avvocato.

Dopo aver accettato in un primo tempo il regolamento della successione, che le attribuiva il versamento di un assegno di 109 milioni di euro, Margherita Agnelli ha intentato un'azione legale in Italia con l'obiettivo di conoscere l'entità del patrimonio del padre.

Parallelamente, ha lanciato una procedura giudiziaria a Ginevra contro due società, affinché le fossero comunicati i mandati di gestione patrimoniale che Giovanni Agnelli (noto col nome di Gianni per distinguerlo dal nonno omonimo) potrebbe aver affidato loro. Una delle società, con sede a Lussemburgo, ha contestato la competenza della magistratura di Ginevra, città in cui – aveva argomentato – si trovava una semplice succursale.

La Corte di giustizia del cantone aveva respinto l'argomento, ritenendo verosimile che Agnelli avesse allestito «una struttura complessa» per la gestione dei suoi averi, con la partecipazione di società straniere e uomini di fiducia ai posti chiave.

Nella sua decisione, il Tribunale federale avalla la tesi del Cantone: la sola eventualità che Giovanni Agnelli possa avere affidato un mandato di gestione alla succursale ginevrina, viene sottolineato, è sufficiente a sancire la competenza della magistratura ginevrina.

swissinfo.ch e agenzie

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