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Covid-19 Coronavirus: la situazione in Svizzera

Passeggeri con maschere protettive in attesa del check-in all'aeroporto di Zurigo, 28 maggio 2020.

(Keystone / Ennio Leanza)

Mentre passo dopo passo si avanza verso la normalizzazione, in Svizzera per la prima volta si conta ora anche un bimbo tra i morti da Covid-19. Con l'Italia sono in corso colloqui, ma non è ancora stato deciso nulla sulla riapertura delle frontiere.

Ultimi sviluppi:

  • Un bebé rimasto infettato all'estero e residente in Svizzera è deceduto nella Confederazione. 
  • Dal 30 maggio sono permessi assembramenti spontanei di 30 persone
  • Dal 1° giugno è permesso raccogliere firme per dei referendum
  • Dal 6 giugno sono di nuovo possibili manifestazioni di 300 persone
  • Sempre il 6 giugno riapriranno tutte le strutture per il tempo libero e turistiche
  • Dall'8 giugno saranno nuovamente trattate tutte le domande di lavoratori di paesi dell'Unione europea e dell'Associazione europea di libero scambio che vogliono lavorare in Svizzera
  • Per il momento i confini con l'Italia rimangono chiusi; confermata la riapertura delle frontiere con Germania, Austria e Francia il 15 giugno
  • La Svizzera mira a ristabilire la libera circolazione delle persone nello spazio di Schengen al più tardi entro il 6 luglio
  • Decisioni in merito agli ingressi di stranieri provenienti da Paesi fuori dallo Spazio di Schengen saranno adottate al più presto il 6 giugno.


L'evoluzione della pandemia in Svizzera

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L'andamento dei nuovi casi di coronavirus in Svizzera resta sotto controllo a livello molto basso. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha annunciato venerdì che nelle ultime 24 ore sono state confermate 32 nuove infezioni.

D'altra parte sono stati registrati due nuovi decessi, fra cui un bebé, sul quale le autorità non hanno divulgato dettagli, a parte il fatto che il neonato era stato contagiato all'estero e che la sua famiglia risiede nel cantone di Argovia.

Nel frattempo il Cantone di Basilea ha comunicato che due bambini della stessa famiglia sono stati contaminati sul suo territorio, rispettivamente in una scuola elementare e in una scuola materna. Una settantina di persone sono state di conseguenza messe in quarantena.

In una conferenza stampa, venerdì a Berna, il responsabile del settore malattie infettive in seno all'UFSP Stefan Kuster ha ricordato che anche i bambini si possono infettare, benché ciò accada più raramente e che i più piccoli siano in genere cattivi vettori del virus.

commento dell'esperto Alessandro Diana al TG RSI del 29.05.2020

video TG RSI

Ruolo dei bambini nei contagi da coronavirus: intervista commento all'esperto Alessandro Diana al TG RSI del 29.05.2020

Stefan Kuster ha sottolineato che il dramma del piccolo deceduto nel cantone di Argovia e i nuovi casi di contagio devono ricordare che il coronavirus è tuttora presente e che resta pericoloso. Il basso numero di nuove infezioni non deve quindi fare abbassare la guardia: è fondamentale rispettare le misure di prevenzione igieniche e le distanze. In caso contrario, c'è il rischio di una nuova ondata pandemica.

+ Ecco perché il coronavirus ha colpito più le donne durante il lockdownLink esterno

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Riapertura graduale delle frontiere

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Mercoledì  il governo ha annunciato nuove misure di allentamento delle restrizioni di entrata in Svizzera. Dall'8 giugno la Svizzera esaminerà nuovamente tutte le domande dei lavoratori provenienti dagli Stati dell'Unione europea e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), ha annunciato in una conferenza stampa la ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter.

Inoltre, le aziende elvetiche potranno tornare ad assumere lavoratori altamente qualificati da Stati terzi, a condizione che ne abbiano urgentemente bisogno e che il loro ingaggio sia nell'interesse pubblico. Nel contempo sarà ristabilito l'obbligo, temporaneamente sospeso, di annunciare i posti di lavoro vacanti per le persone residenti in Svizzera e sprovviste di un'occupazione.

La frontiera con l'Italia rimane chiusa

Riguardo alla riapertura delle frontiere, il governo elvetico ha invece informato l'Italia di ritenere la data del 3 giugno prematura per pensare di abrogare i controlli. Il governo intende coordinare tale passo ed eventuali provvedimenti sanitari di confine con Roma e con gli altri paesi limitrofi. Saranno coinvolti anche i cantoni di frontiera, in particolare il Ticino.

"Avremmo preferito se avessero aspettato, ma è una decisione sovrana che ovviamente rispettiamo", ha precisato Keller-Sutter durante la conferenza stampa di mercoledì. La ministra ha ribadito di aver avuto ripetuti contatti con la ministra dell'interno italiana Luciana Lamorgese. Nel frattempo, ha aggiunto la consigliera federale, i viaggi in Italia sono "sconsigliati".

In una conferenza stampa di esperti dell'amministrazione federale, venerdì, il Segretario di Stato alla migrazione Mario Gattiker ha detto che tra Berna e Roma i colloqui proseguono, ma che non ci sono novità. 

Confermata per contro dal 15 giugno la libertà totale di viaggio con Austria, Germania e Francia. I competenti ministeri delle quattro nazioni già a inizio maggio si erano accordati in questo senso e l'evoluzione sanitaria positiva permette di tener fede all'intesa trovata allora.

Sempre che lo sviluppo dell'epidemia lo consenta, l'obiettivo del governo svizzero è di ristabilire del tutto al più tardi entro il 6 luglio la libertà di viaggio nello spazio Schengen e la libera circolazione delle persone. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) intende adeguare gradualmente l'elenco dei paesi a rischio. Una decisione sugli Stati terzi cadrà invece solo in un secondo momento.

La situazione attuale

I primi allentamenti sono entrati in vigore il 16 maggio alle frontiere con Germania e Austria e permettono l'attraversamento del confine a persone che hanno una relazione transfrontaliera, a quelle che vogliono incontrare parenti o che hanno una casa secondaria nell'altro Stato. Chi vuole entrare in Svizzera per tali motivi deve comunque essere munito di un'autocertificazione.

L'allentamento non concerne ancora i viaggi turistici, il turismo degli acquisti e quello della benzina. Tali spostamenti continuano ad essere proibiti.

+ Posso passare la frontiera? Le differenze tra Italia e SvizzeraLink esterno


Coronavirus - Fase 2 L'Italia intende aprire le frontiere il 3 giugno

La ministra Keller-Sutter prende atto della decisione unilaterale di Roma e insiste sulla necessità di coordinarsi. Colloqui Berna-Roma in settimana.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 maggio 2020 15.05

Crolla il turismo

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Nonostante la graduale apertura delle frontiere, si attendono tempi duri quest'anno per il settore turistico. Il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) prevede un calo dei pernottamenti pari al 50% nelle città e al 20-30% nelle regione alpina, Ticino compreso. Il turismo interno non potrà compensare la mancanza di ospiti stranieri e nei mesi estivi vi è quindi da attendere un crollo dell'affluenza.

Per l'insieme de 2020 la contrazione sarà di oltre il 30%, scrivono gli esperti zurighesi in un comunicato pubblicato giovedì. Nel settore alberghiero andranno in tal modo persi 904 milioni di franchi di valore aggiunto e 1,8 miliardi di fatturato. Per tornare ai livelli degli ultimi anni si dovrà presumibilmente attendere oltre il 2021. 

Il turismo ricomincia lentamente a crescere e come in molti altri Paesi l'attenzione è rivolta anche in Svizzera al mercato interno: da questo trarranno maggior vantaggio le zone di montagna e il Ticino, che vedranno le notti degli ospiti svizzeri salire in luglio e agosto del 10-15% rispetto agli stessi mesi del 2019. Nelle città invece, a causa del divieto di organizzare grandi manifestazioni e al cambiamento di comportamento delle persone, la domanda resterà notevolmente rallentata: gli Svizzeri faranno segnare un -20%. 

Per quanto riguarda gli ospiti europei, con l'apertura dei confini pianificata per metà giugno sarà percettibile una certa ripresa. Mancheranno per contro quasi totalmente viaggiatori provenienti da nazioni lontane: costoro pernottano prevalentemente nelle città e da ciò deriverà un cambiamento degli equilibri tra le regioni turistiche. A causa della pandemia negli agglomerati il numero totale dei pernottamenti dovrebbe quasi dimezzarsi. 

Considerati tutti i dodici mesi del 2020 la flessione della domanda straniera sarà massiccia, pari a -45%, valore che scende a -60% per quanto riguarda i Paesi lontani. Il calo di quella interna sarà invece più contenuto: -14%. Complessivamente a causa del Covid-19 nel 2020 mancheranno 14,3 milioni di notti, rispetto a uno scenario senza pandemia con una situazione di buon andamento turistico. In seguito vi sarà una continua ripresa, ma la domanda dei mercati lontani potrebbe normalizzarsi soltanto nel 2022.

Allentamenti delle misure anti-coronavirus, fase 3

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Gli assembramenti spontanei di non più di 30 persone saranno ammessi già dal 30 maggio. Dal 1° giugno sarà di nuovo possibile raccogliere firme per iniziative e referendum. E dal 6 giugno potranno essere svolte manifestazioni fino a 300 partecipanti.   Potranno inoltre riaprire tutte le strutture per il tempo libero e turistiche. Lo ha deciso mercoledì il Consiglio federale che ha pure annunciato la revoca, per il 19 giugno 2020, della "situazione straordinaria".

Dopo le prime due fasi di allentamento, il 27 aprile e l'11 maggio, non è stato registrato alcun aumento degli indicatori epidemiologici. Da diverse settimane il numero delle nuove infezioni al coronavirus, come pure quello dei ricoveri in ospedale e dei decessi si sono stabilizzati a un livello molto basso. Ciò permette un nuovo allentamento. "Abbiamo la situazione sostanzialmente sotto controllo", ha affermato il ministro svizzero della sanità Alain Berset .

La condizione per la riapertura, precisa il governo, è che siano disponibili piani di protezione per tutte le strutture e manifestazioni. Dovranno inoltre continuare a essere rispettate le regole d'igiene e di distanziamento sociale. Se non è possibile mantenere le distanze, dovrà essere garantito il tracciamento dei contatti stretti, per esempio mediante un elenco delle presenze.

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Via libera alle manifestazioni

Quanto alle manifestazioni, l'esecutivo precisa che tra queste rientrano per esempio gli eventi familiari, le fiere, i concerti, le rappresentazioni teatrali e le proiezioni di film, come pure le manifestazioni politiche e della società civile. Il Consiglio federale deciderà il 24 giugno in merito alle manifestazioni con più di 1000 partecipanti.

Per le manifestazioni sportive valgono le stesse regole come per tutte le altre manifestazioni. Saranno quindi nuovamente consentite le competizioni in presenza di pubblico.

Dal 6 giugno saranno nuovamente consentiti anche i campi di vacanze per bambini e adolescenti, sempre a condizione che vi sia un piano di protezione. I campi potranno accogliere al massimo 300 partecipanti e gli organizzatori dovranno tenere un elenco delle presenze.

Riaperture per il tempo libero

Il prossimo 6 giugno potranno riaprire gli impianti di risalita, i campeggi e le strutture turistiche come le piste da slittino estive o i parchi avventura. Negli impianti di risalita dovranno essere rispettate le regole d'igiene e di distanziamento sociale che valgono anche sui trasporti pubblici.

Potranno riaprire i battenti anche tutte le strutture ricreative e per il tempo libero, quali le case da gioco, i parchi di divertimento, i giardini zoologici e botanici, comprese le piscine e i centri benessere. Sempre dal 6 giugno, infine, saranno nuovamente consentite le attività nei locali erotici e le offerte della prostituzione.

Il 6 giugno sarà abrogato il divieto di accogliere gruppi di più di quattro persone al ristorante e saranno di nuovo permesse attività come il biliardo o la musica dal vivo. Le strutture dovranno garantire la ricostruzione dei contatti. Le ordinazioni dovranno essere consumate ancora esclusivamente stando seduti. Tutti i locali dovranno chiudere entro mezzanotte, anche le discoteche e i locali notturni, che dovranno inoltre tenere un elenco delle presenze e non potranno permettere più di 300 ingressi per sera.

Scuola e telelavoro

Dal 6 giugno sarà pure di nuovo consentito l'insegnamento presenziale nelle scuole post-obbligatorie. Le modalità saranno definite dai cantoni e dagli istituti.

Restano invece valide le raccomandazioni sul telelavoro: il governo consiglia di ricorrere ancora, dove possibile, all'"home working", anche per evitare di sovraccaricare i trasporti pubblici. Le aziende sono però libere di decidere autonomamente. Il datore di lavoro resta comunque tenuto a far lavorare da casa i dipendenti particolarmente a rischio.

Grafico
(Kai Reusser / swissinfo.ch)


La fase 2, riepilogo

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La fase 2Link esterno per il riavvio delle attività economiche ed educative in Svizzera è scattata l'11 maggio. Oltre alle scuole dell'obbligo in quella data hanno riaperto i battenti anche negozi, caffè, ristoranti, centri fitness, biblioteche e musei, a condizione di assicurare le dovute precauzioni. Il distanziamento sociale e le norme di igiene hanno resp  tuttavia piuttosto lento il ritorno alla normalità.

Tolte le prime misure di confinamento Benvenuti nella Svizzera dei visi mascherati

Quella del 27 aprile è una data da ricordare in Svizzera: dopo un mese e mezzo si ritorna a una parvenza di normalità.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 aprile 2020 16.42

La riapertura delle scuole dell'obbligo è avvenuta in modo differenziato nelle varie regioni. I cantoni francofoni e il Ticino, colpiti più duramente dalla pandemia, hanno affrontato la fase 2 con più cautela rispetto alla Svizzera tedesca.

+ Incertezza alla riapertura delle scuole in tempo di coronavirusLink esterno

Riprendono le cerimonie religiose

Lo scorso 20 maggio il Consiglio federale ha inoltre deciso di permettere lo svolgimento di funzioni religiose a partire dal 28 maggio. Anche in questo caso la condizione è che siano adottate le necessarie misure di protezione.

>> Quelli che non si sono mai fermati (RSI News)

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Le testimonianze di chi lavora nei negozi alimentari


App SwissCovid dal mese di giugno?

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Sono cominciati lunedì i primi test con l'app denominata SwissCovid, che dovrebbe venir impiegata, a partire da fine giugno, per rilevare eventuali contatti ravvicinati con persone che hanno contratto il virus. 

"Le prossime settimane ci serviranno per capire se l'app, che si basa su un protocollo elaborato da Google e Apple, funziona", ha spiegato Marcel Salathé, responsabile del gruppo di esperti Digital epidemiology. La Svizzera è il primo paese ad utilizzare il sistema sviluppato da queste due società, ha sottolineato l'esperto, aggiungendo che quanto viene fatto nella Confederazione interessa anche altri paesi.

I dati trattati nella app - la cui installazione è volontaria - serviranno a informare le persone che la utilizzano di un'eventuale esposizione al coronavirus. Questo strumento dovrebbe integrare il tracciamento tradizionale dei contatti svolto dai Cantoni per ricostruire e interrompere le catene di infezione.

La protezione dei dati è garantita in ogni momento, in quanto sono salvati in modo decentralizzato e il sistema non rileva la posizione dei partecipanti, ha precisato alcuni giorni fa il ministro della sanità Alain Berset, sottolineando il parere positivo dell'incaricato federale alla protezione dei dati. Le specifiche tecniche e il codice sorgente sono pubblici. Non appena il sistema non sarà più necessario alla lotta contro il coronavirus, il Consiglio federale ne sospenderà l'esercizio.

La modifica di legge sarà discussa dal parlamento in giugno. Se adottata, l'app potrà essere introdotta in tutta la Svizzera ancora prima della fine del mese. Sulla base di un sondaggio online eseguito tra il 29 e il 30 aprile tra 2819 persone dalla società Sotomo, il 59% si è detto pronto a scaricare l'applicazione, soprattutto per proteggere gli altri da un eventuale contagio.

 Crollo record del commercio estero

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Pesantemente colpito dalla crisi del coronavirus, che ha imposto il confinamento in vari paesi, il commercio estero ha subito un calo senza precedenti in aprile: rispetto a marzo le esportazioni sono diminuite (al netto degli effetti stagionali) del 12%, mentre le importazioni del 22%. 

Si tratta in entrambi i casi delle riduzioni mensili più forti registrate negli ultimi decenni, ha indicato l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) in un comunicato pubblicato martedì. L'export si è attestato a 16,7 miliardi, l'import a 12,4 miliardi. La bilancia commerciale ha quindi chiuso con un'eccedenza - pure questa da primato - di 4,3 miliardi di franchi. 

Le contrazioni indicate (per la precisione: -11,7% e -21,9%) sono in termini nominali: in termini reali (cioè corrette dell'effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a -10,0% e -17,8%. Per quanto riguarda l'export, si è di fronte al più forte calo destagionalizzato mai registrato, sottolinea l'AFD. Sul fronte delle importazioni si torna invece ai livelli del luglio 2005. 

Tutti i settori d'esportazione presentano flessioni, in parte assai rilevanti. I più colpiti sono gioielli (-77%) e orologeria (-73%), che insieme hanno visto i volumi contrarsi di 1,6 miliardi di franchi. Il comparto chimico-farmaceutico segna -5% (pari a -520 milioni), dopo aver vissuto un marzo da incorniciare. La stessa contrazione viene mostrata dall'industria delle macchine (-5%), mentre il salasso è stato più forte nei rami degli strumenti di precisione (-18%) e in quello dei metalli (-13%). 

A livello regionale, il crollo del made in Switzerland ha interessato in particolare il Nordamerica (-31%; ma in marzo vi era stato un +38%). In Europa la diminuzione è stata del 13%: le forniture verso Italia e Francia sono scese ai livelli più bassi da circa 20 anni (rispettivamente dall'aprile 2001 e dal gennaio 1998). Anche l'Asia va all'indietro (-8%), soprattutto a causa di Hong Kong e degli Emirati Arabi Uniti, mentre la Cina (+14%) - già fortemente toccata in marzo dal coronavirus - è in contro tendenza. 

Sul fronte delle importazioni, il Nordamerica segna una diminuzione del 25%, l'Asia del 22% e l'Europa del 20%. L'afflusso di merci dal vecchio continente torna così ai livelli del maggio 2000; contrazioni marcate hanno interessato paesi come Francia (-41%), Italia (-28%), Austria (-22%), Germania (-21%) e Spagna (-18%).


Perdite di 21 a 30 miliardi di franchi per l'economia

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Le perdite in fatto di produzione nel corso della sospensione di buona parte delle attività economiche dovuta al coronavirus ammontano a circa il 25%, pari a 21-30 miliardi di franchi. Lo ha indicato la Segreteria di stato dell'economia (SECO) a Keystone-ATS, confermando cifre pubblicate dalla Neue Zürcher Zeitung. 

La SECO ha esaminato le ripercussioni concrete della crisi pandemica sull'economia svizzera, ciò che ha obbligato gli esperti della Confederazione a rivedere le proprie previsioni. Per l'intero anno, qualora non venisse ordinato un secondo lockdown, le perdite oscillerebbero tra 30 e 80 miliardi.

Il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF) prevede per l’anno corrente una caduta della crescita economica del 5,5% a causa della crisi del coronavirus. Il Pil svizzero dovrebbe tuttavia riprendersi nel 2021, nella misura del 5,4%.

Le esportazioni, pilastro dell'economia svizzera, dovrebbero scendere del 7,3% per il 2020 e i consumi privati, fondamentali per il Pil, dovrebbero diminuire dell'1,9%, ritiene il KOF.

Ancor più fosche sono le previsioni dell'Istituto di economia applicata dell'Università di Losanna (Créa), secondo cui quest'anno il Pil scenderà dell'8,2%. La disoccupazione salirà al 4,9% e al 5,4% nel 2021.

Cresce la disoccupazione

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Le restrizioni legate alla crisi del coronavirus, come prevedibile, sul mercato del lavoro elvetico si sono tradotte in un aumento del tasso di disoccupazione, che in aprile è salito al 3,3%, rispetto al 2,9% di marzo e al 2,3% dello stesso mese dell'anno scorso. Si tratta del valore più alto dal marzo 2017, ma rimane ai livelli contenuti in prospettiva storica.

Va tuttavia rilevato che i dati sulla disoccupazione non tengono conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell'assistenza.

I dati diffusi dalla SECO si basano sulle persone effettivamente iscritte agli uffici regionali di collocamento. La definizione è quindi diversa da quella dei disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi e che rende nota la sua stima trimestralmente: l'ultima disponibile - pubblicata a metà febbraio - dà la disoccupazione in Svizzera nel quarto trimestre al 3,9%.

Secondo il KOF, la disoccupazione dovrebbe progredire al 4,7% entro la fine dell'anno, per una media annuale del 3,8%.

Qual è la situazione degli svizzeri all'estero?

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Numerosi svizzeri residenti all'estero si sono ritrovati in grandi difficoltà economiche a causa della pandemia. Nei paesi in cui i salari sono più bassi, dove il risparmio è raro e dove le misure di aiuto pubblico sono limitate, molti di loro sono confrontati con decisioni cruciali.

Svizzeri all'estero ai tempi del coronavirus Affitto o cibo - non ci sono abbastanza soldi per entrambi

Quasi nessun aiuto in vista da parte dello Stato: per molti svizzeri all'estero la crisi del coronavirus ha conseguenze esistenziali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2020 9.45

I cittadini svizzeri possono rivolgersi alle rappresentanze elvetiche all'esteroLink esterno. La situazione sul fronte dei divieti e delle restrizioni di viaggio e altre chiusure delle frontiere evolve di giorno in giorno.

+Ecco i servizi di consulenza di Soliswiss per gli svizzeri all'esteroLink esterno

Il 98° Congresso degli svizzeri all'estero, previsto inizialmente dal 20 al 22 agosto a Lugano, è stato annullato. A causa del divieto di assembramento e delle incertezze legate alla pandemia, l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSELink esterno) ha deciso di rimandare il congresso al 2021.

C'è comunque una buona notizia per gli svizzeri residenti all'estero che intendono tornare nella Confederazione per visitare parenti o amici. Dopo un periodo di quasi totale inattività a causa della pandemia di coronavirus, la compagnia aerea Swiss ha reso noto le località che intende servire di nuovo a partire dal mese di giugno. QuiLink esterno trovate la lista dei Paesi.

Svizzera in prima linea nella ricerca di farmaci e vaccini

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Agli sforzi internazionali per trovare dei rimedi contro la Covid-19 stanno partecipando anche numerosi ricercatori in Svizzera. Di seguito sono presentati alcuni progetti portati avanti da università e istituti svizzeri.

Ricerca biomedica Per la Covid-19 arriva una cura dal Ticino

A Bellinzona, capitale del canton Ticino, la Humabs BioMed sembra essere vicina a trovare un farmaco contro il coronavirus.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 maggio 2020 20.27

Ricerca scientifica Vaccino svizzero contro Covid-19 a portata di mano?

Un team di ricercatori dell'università di Berna spera di essere il primo a produrre un vaccino contro Covid-19. ​​​​​​​

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 aprile 2020 15.32


Dove si possono trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

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Tutte le informazioni e gli approfondimenti sono disponibili nel dossier specialeLink esterno di SWI swissinfo.ch, sulla pagina FacebookLink esterno e su TwitterLink esterno.

Di seguito una lista di link utili sull'epidemia di coronavirus in Svizzera e nel mondo.

Ufficio federale della salute pubblicaLink esterno

Organizzazione mondiale della sanitàLink esterno

Numero di contagi e decessi a livello mondialeLink esterno


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