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Dopo elezioni Lo stravagante voto di Ostia

La copertina di un saggio sul movimento CasaPound.

La copertina di un saggio sul movimento CasaPound.

(tvsvizzera)

Quali insegnamenti trarre dalle recenti regionali siciliane e dalle municipali di Ostia? E che peso dare all’avanzata dell’estrema destra nel ‘quartiere’ di Roma?

In Italia si va incontro alle elezioni politiche con alle spalle le due recenti votazioni locali, le regionali siciliane e le municipali di Ostia. Immaginare di trasporre a livello nazionale i risultati di questi due ultimi appuntamenti elettorali fa venire i brividi. Infatti, il panorama politico uscito dalle urne non lascia prefigurare un futuro di stabilità.

Quando mancano poco più di quattro mesi alle elezioni nazionali, la scena è spartita pressoché equamente tra il Movimento 5 stelle e l’alleanza di centrodestra. Lo schieramento con a capo Silvio Berlusconi, alleato alla Lega anti-immigrati e anti-Europa di Matteo Salvini ed ai post-fascisti Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, risulta rinvigorito dalle sue componenti più “estremiste”.

Il centrosinistra incassa la batosta ampiamente annunciata dai sondaggi. Il Partito Democratico paga le responsabilità del quinquennio di Governo, raccogliendo tutte le insoddisfazioni degli italiani. 

A completare il quadro dello stallo politico è l’alta astensione registrata, che ha lasciato poco da gioire anche ai vincitori. Molti italiani hanno ritenuto inutile scomodarsi per andare a votare, considerando con ogni probabilità l’offerta politica insufficiente o comunque il ceto politico non all’altezza dei problemi che affliggono il paese.

Il dato più interessante, quanto bizzarro, è il risultato elettorale di Ostia. In questa “cittadina” sul litorale romano - in realtà è un Municipio, una sottodivisione amministrativa del Comune di Roma - gli esiti del voto hanno espresso in modo amplificato l’insoddisfazione dei cittadini. Al primo turno, il partito di estrema destra CasaPound, ha ottenuto il dieci percento dei voti guadagnando un consigliere in Municipio.

Ostia, l'analisi del voto

I militanti di questa formazione estremista, attiva nel sociale, in particolare nelle occupazioni delle case, si definiscono fascisti del terzo millennio. Sono radicati in tutta la penisola anche se, prima d’ora, non avevano mai ottenuto dei risultati elettorali. 

A Ostia, la vittoria è poi andata alla candidata del Movimento 5 stelle, nonostante la diffusa delusione per l’operato della sindaca grillina di Roma, Virginia Raggi. Considerando anche il record di astensione, al ballottaggio ha votato un elettore su tre, si può trarre la conclusione che anche il movimento di Beppe Grillo non sia considerato una soluzione dai cittadini.

Ostia ha pagato inoltre la sua difficile realtà locale di degrado territoriale, che ha raggiunto livelli allarmanti. Il fatto è ancor più grave se si considera che si tratta di un quartiere della Capitale e che da due anni è commissariato per infiltrazioni mafiose. 

È poi sotto i riflettori per l’episodio, proprio in campagna elettorale, del giornalista della Rai aggredito con una violenta testata dal presunto capo clan Roberto Spada, finito poi in galera. Il giornalista faceva domande sul vociferato rapporto tra la criminalità organizzata e CasaPound, legame smentito dal candidato del gruppo di estrema destra.

Ostia, estrema destra e mafia

Tracce del rapporto tra la mafia di Ostia e l’estrema destra si ritrovano in un’inchiesta del 2012, in cui era coinvolti Ferdinando Colloca, il candidato di CasaPound alle attuali elezioni municipali e Armando Spada. 

I due hanno subito una condanna di primo grado. L’inchiesta si riferiva all’affidamento della gestione di uno stabilimento balneare. Tra le responsabilità contestate agli imputati sono presenti le modalità mafiose di controllo del territorio.

Ostia e le mafie

La questione del racket degli stabilimenti è annosa ed è centrale per la spartizione del potere mafioso sul territorio di Ostia. Per aver condotto indagini e aver testimoniato i fatti alle autorità, la cronista di Repubblica Federica Angeli vive sotto scorta da diversi anni.

Intanto si teme che sia in corso una guerra tra i clan Spada e Fasciani. Nonostante i riflettori accesi dei media per i fatti di cronaca successi in campagna elettorale, si sono consumati due nuovi episodi dalle chiare modalità mafiose, la cui rapida successione, fa temere un imminente sanguinoso conflitto. 

Gli Spada e i Fasciani si contendono il dominio degli affari illeciti. Il primo episodio, in una pizzeria gestita dalla famiglia Fasciani nel centro di Ostia, durante l’ora di cena, un uomo con il volto coperto da un casco da motociclista, ha fatto irruzione nel locale ed ha sparato al ristoratore e al pizzaiolo. Entrambi sono rimasti feriti alle gambe. La risposta non si è fatta attendere, alcune ore più tardi, colpi di arma da fuoco sono stati esplosi sulla porta di una casa appartenente agli Spada.

La situazione rischia di degenerare, il degrado è sotto gli occhi di tutti. Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha avvertito che la sfida è irrinunciabile e che in palio c’è un pezzo di sovranità dello Stato.

Ma sull’antico problema della mafia capitolina, che riguarda direttamente anche Ostia, la magistratura è in ritardo. 

L’indagine "Mafia capitale”, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, ha tentato di scardinare le connivenze tra la mafia romana e le amministrazioni pubbliche. Ma, anche se ha portato a condanne esemplari, l’accusa di associazione mafiosa è decaduta per tutti gli imputati. “Per il momento “, assicura il Procuratore Pignatone.

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