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Difesa personale


Impennata degli acquisti di armi in Svizzera


La Svizzera, conosciuta per essere un paese tranquillo e sicuro, resta uno degli Stati con la più alta densità di armi al mondo. Ma quello che inizia a preoccupare è che il fenomeno sembra essere sensibilmente aumentato negli ultimi dodici mesi, secondo quanto riferisce un servizio della trasmissione Rundschau, della Radiotelevisione svizzera in lingua tedesca (SRF).

È noto che i cittadini elvetici che sono ancora assoggettati al servizio di leva, tenuti periodicamente ad esercitarsi negli stand di tiro disseminati in tutta la Confederazione, tengono fucili o pistole d’ordinanza al proprio domicilio.

E che sono numerosi, soprattutto nei cantoni alpini della Svizzera Centrale gli appassionati della caccia e del tiro sportivo. Ma a crescere è soprattutto il numero di licenze richieste per la difesa personale, progredite del 30 per cento a Zurigo e del 40 per cento ad Argovia, solo per fare un paio di esempi. E a distinguersi in questa corsa alle armi sono le acquirenti di sesso femminile.

A dire il vero pare che si tratti di una tendenza generale a livello internazionale – Stati Uniti su tutti – dovuta probabilmente al moltiplicarsi di attentati terroristici che non stanno risparmiando il Vecchio Continente. E forse non è estranea a questo fenomeno neanche l’imminente riforma europea restrittiva sull’uso delle armi, che finirebbe per limitarne la detenzione anche in Svizzera.

D’altra parte il presidente dei direttori cantonali di Giustizia e Polizia, il consigliere di Stato bernese Hans-Jürg Käser - per il quale “non c'è maggiore sicurezza nel nostro paese se la gente pensa di doversi tenere una pistola in tasca” - si dice preoccupato per questa evoluzione.  

     

Il servizio di Rundschau "Pistole im Anschlag"

tvsvizzera/spal con RSI (TG 20:00 del 4.1.2017)

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