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Dalla Corte suprema Stati Uniti, via libera ai fondi per il muro

Otto pannelli prefabbricati di cemento armato retti da aste metalliche, sorretti da una gru e con un furgoncino davanti

Un prototipo presentato nel 2017.

(Keystone / Joebeth Terriquez)

Negli Stati Uniti, la Corte Suprema ha dato venerdì al presidente Donald Trump il via libera ad accedere ai fondi del Pentagono per costruire il muro al confine con il Messico. Potrà impiegare una somma di circa 2,5 miliardi di dollari, per una recinzione di 160,9 chilometri, mentre la battaglia aperta in vari tribunali americani continua. 

I saggi hanno ribaltato la decisione della Corte federale d'Appello per il Nono CircuitoLink esterno, che aveva ritenuto violazione della legge l'appropriazione di fondi dal Dipartimento della Difesa per la costruzione del muro, appoggiando la tesi dell'organizzazione ambientalista Sierra Club e una coalizione di comunità che vivono al confine.

Secondo la Corte Suprema, invece, il governo ha mostrato "sufficienti" prove sul fatto che non ci sono le basi per bloccare il trasferimento fondi.

Non si è fatta attendere la reazione di un soddisfatto Trump: "Wow! Una grande vittoria sul muro e per la sicurezza sul confine", ha twittatoLink esterno pochi minuti dopo la decisione alla quale, di nove giudici, si erano opposti i quattro liberal.

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Una barriera al confine tra USA e Messico (come indicato da una pietra miliare) mostrata su Google Street View

In alcuni punti una barriera fisica esiste già.

Il presidente aveva dichiarato lo scorso febbraio l'emergenza nazionale al confine con il Messico, dopo due mesi di battaglia al Congresso sul budget (o per meglio dire sull'inclusione nello stesso del finanziamento del muro). Una battaglia sfociata nello 'shutdown' più lungo della storia statunitense.
 

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Servizio del TG sul via libera della corte suprema USA all'utilizzo di fondi del Pentagono per la costruzione del muro al confin

Con l'emergenza, Trump aveva rivendicato di poter impiegare fondi di altre agenzie governative per costruire la barriera.

Un annuncio immediatamente seguito da azioni legali, anche da parte della Camera. Tentativo, quest'ultimo, fallito. "Il Congresso ha diverse armi politiche per far fronte alle percepite minacce alla sua sfera di potere", aveva scritto il giudice Trevor McFadden. I tribunali, ha evidenziato, possono risolvere le dispute fra il potere esecutivo e quello legislativo solo come ultima risorsa.

Nella documentazione presentata alla Corte Suprema, i legali della Camera avevano osservato come in base alla Costituzione "un immenso muro lungo il confine semplicemente non può essere costruito senza fondi approvati dal Congresso a tale scopo".

tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 27.07.2019)

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