Volo senza pilota Droni, non solo giocattoli


Di
Simone Della Ripa, RSI


I cieli sono sempre più affollati dai droni, utilizzati non solo per gioco ma anche per svariate attività. In seguito a questo boom, le autorità hanno regolamentato l’uso degli apparecchi. Le normative variano però molto da una parte e dall’altra della frontiera.

Supermercati e negozi di giocattoli, nei giorni precedenti il Natale, hanno conosciuto una vera e propria invasione di droni sui loro scaffali. Anche i cieli cominciano ad essere affollati da questi apparecchi che, salvo alcuni casi, non sono certo materiale ludico. O meglio, il loro uso, di macchine di un certo tipo, sta conoscendo una forte espansione nei più svariati campi, impensabili fino a qualche anno fa.

Alcune Università degli Stati Uniti hanno commissionato progetti per la creazione di "droni ambulanza"Link esterno per i casi di infarto, con tanto di defibrillatore incluso ed una telecamera per permettere all'operatore medico di spiegare all'utenza come utilizzare il "salvavita".

I droni vengono inoltre utilizzati: in campo ambientale, per monitorare aree a rischio di frane; nel settore tecnico industriale, per controllare per esempio linee di condutture di petrolio, gas o per rilevare perdite di acqua in canalizzazioni di alta montagna difficili da raggiungere. Sono utili per la fotogrammetria, che consente le mappature di territori da parte delle amministrazioni pubbliche civili o militari. Da poco vengono utilizzati anche per operazioni di sorveglianza da parte della polizia.

Altri utilizzi riguardano il sociale, come hanno raccontato i rappresentanti dell'Associazione GULLP che ha sede al Museo del Volo di VolandiaLink esterno che riunisce costruttori, tecnici e piloti riconosciuti a livello internazionale. Proprio da questa sede sono partiti due droni, uno per la Nigeria ed uno per il Guatemala, utili per l'ispezione di vaste aree di territorio e per la ricognizione di una estesa area di costruzioni a scopo educativo e sociale.

L'Italia e la Svizzera dei droni: due realtà contrapposte

Una delle prima cose che hanno specificato i membri dell'associazione GULLP che sorge a pochi metri dall'aeroporto di Malpensa, non senza un minimo di "invidia", è proprio la differenza di normative tra Italia e Svizzera.

Mentre in Italia è davvero complicato far alzare in volo queste macchine - soprattutto se hanno un peso sopra i 300 grammi – in Svizzera i codici che regolano il volo sono meno ferrei ma con un importante capitolo che riguarda la sfera privata dei cittadini, messa in pericolo da video riprese "massive".

Il 12 dicembre scorso è stato proprio l'Ufficio federale dell'aviazione civileLink esterno (UFAC) a redigere una cartina interattiva per indicare quali sono le zone interdette al volo, non solo per motivi di privacy ma anche di sicurezza.

Lo stesso UFAC ha indicato che la mole di richieste di informazioni è tale da non poter più fornire indicazioni telefoniche e ha invitato chi avesse domande a scrivere all'indirizzo mail rpas@bazl.admin.chLink esterno.

Per gli appassionati svizzeri che si volessero recare in qualche città d'arte o posto panoramico in Italia, è bene sapere che senza autorizzazione da parte dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) e senza essere passati da centri di addestramento specifii non si possono far volare i droni, come ha spiegato il pilota, costruttore ed insegnante Gianluca Passarella. In caso di infrazione, le multe sono davvero pesanti. 

Infine, pare buffo ma è la realtà: proprio Stabio è la capitale dei campionati italiani di volo coi droni. In Ticino vengono effettuate gare valide per gli europei e i mondiali, cui partecipano concorrenti svizzeri e del resto d'Europa, di una disciplina davvero spettacolare.


×