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Presidenziali francesi


Con Benoit Hamon, il lotto dei papabili per il dopo Hollande è al completo


Il Partito socialista francese ha trovato il suo candidato per le presidenziali in programma a fine aprile. Per Benoit Hamon, esponente dell’ala radicale, le chance sono però ridotte a un lumicino, analizza Gérad Grunberg, professore emerito all’Istituto di studi politici di Parigi.

Con l’elezione di Benoit Hamon alle primarie del Partito socialista, i principali candidati alla successione di François Hollande sono ormai conosciuti. Hamon, che aveva lasciato il governo Hollande perché troppo social-liberale, difficilmente riuscirà però a riunire attorno a sé ciò che rimane di un partito molto diviso, tra appunto l’ala riformista e quella radicale. Uno strappo che secondo Gérard Grunberg potrebbe se non scindere il partito, fare registrare molte defezioni.

Sì, perché molti socialisti sono tentati dall’avventura Emmanuel Macron, il candidato di centro-sinistra che ha il vento in poppa. Altri potrebbero invece optare per l’esponente della sinistra più radicale, Jean-Luc Melanchon.

Se la sinistra piange, la destra – o perlomeno una certa destra – non può di certo sorridere. Il candidato dei Repubblicani, l’ex premier François Fillon, è infatti in questi giorni nell’occhio del ciclone per dei lavori – che si sospettano fittizi – attribuiti alla moglie Penelope. La magistratura ha aperto un’inchiesta per appropriazione indebita e abuso di beni sociali.

Insomma, l’unica che per il momento sembrerebbe sicura di arrivare al secondo turno l’8 maggio è Marine Le Pen, prima per intenzioni di voto dei francesi.


tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 30.1.2017)

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