Oleodotto contestato Trump dà il via libera alla pipeline nel Nord Dakota

L'amministrazione Trump è pronta a dare il permesso finale necessario per completare il Dakota Access Pipeline, l'oleodotto contestato dai nativi Sioux. Crescono le proteste in tutti gli Stati Uniti.

Un'opera che era stata fermata da Barack Obama e che Donald Trump vuole far ripartire come stabilito in uno dei primi decreti firmati dal neo presidente americano. Il via libera alla ripresa dei lavori è stato annunciato dal vicesegretario all'esercito Paul Cramer, grazie alla rimozione di quegli ostacoli burocratici che finora hanno fermato il progetto.

Il progetto di 3,8 miliardi di dollari, trasporterà petrolio dal Nord Dakota all'Illinois

In particolare verrà garantita alla Energy Transfer Partners una servitù di 30 anni sotto il lago Oahe, in North Dakota. Per settimane i nativi sono stati sul piede di guerra denunciando i rischi di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni attraversati dall'oleodotto.

Proteste in tutti gli USA

Migliaia di persone in tutti gli Stati Uniti manifestano contro l'oleodotto, al quale l'amministrazione Trump ha concesso l'ultimo permesso necessario per completare l'opera. Il progetto, dal valore di 3,8 miliardi di dollari, trasporterà petrolio dal Nord Dakota all'Illinois.
Un piccolo gruppo di manifestanti si è radunato davanti alla Casa Bianca per far sentire la sua voce. A San Francisco alcuni manifestanti sono stati arrestati per aver bloccato l'accesso pubblico a un edificio federale. Manifestazioni si sono avute anche a Chicago e New York.


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tvsvizzera.it/fra con RSI

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