Il socialista bernese Hans Stöckli di Bienne, 67 anni, è il presidente del Consiglio degli Stati per il 2919/2020. Tra i punti forti del suo mandato figurano il plurilinguismo, l'educazione alla cittadinanza e il rafforzamento dell'identità della Camera dei Cantoni.

Si tratta del 15esimo presidente del Consiglio degli Stati proveniente dal Cantone di Berna. Ad averne avuti di più è solo Vaud (17). Seguono Berna, Turgovia (12), San Gallo (12) e Zurigo (11). Solo quattro donne finora hanno ricoperto questa carica.

L'accento posto sul plurilinguismo è quasi un fatto naturale per chi come Stöckli vive a Bienne, città bilingue a cavallo tra la frontiera germanofona e francofona, una sorte di Svizzera in miniatura.

Stöckli, espressosi in tutte e quattro le lingue nazionali, ha sostenuto che la conoscenza delle lingue rappresenta un veicolo privilegiato per l'integrazione nella società. A suo parere bisogna rafforzare la Svizzera, questo coacervo di culture e religioni diverse che si sente unito, pur non rinnegando le sue peculiarità regionali.

Sebbene con l'elezione di molti nuovi "senatori", tra cui diverse donne, molti giovani e un maggior numero di ecologisti, in questa camera sia penetrato un vento nuovo, bisogna fare in modo che non si trasformi in tempesta. Stökli ha spezzato una lancia affinché la Camera dei Cantoni rimanga un luogo di dialogo, riflessione, sobrietà dove si cercano soluzioni consensuali ai problemi. Si tratta di valori tipicamente svizzeri che vanno coltivati, ha spiegato il "senatore" bernese.

Il neopresidente della Camera dei Cantoni intende anche cercare il dialogo con i giovani affinché, oltre a dimostrare nelle piazze, s'impegnino attivamente nelle istituzioni se vogliono cambiare qualcosa.

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