Connessioni sovraccariche, mancanza di materiale informatico, comunicazioni ufficiali tardive: sono solo alcuni dei problemi denunciati oggi dal Sindacato romando degli insegnanti (Syndicat des enseignants romands, SER) riguardanti l'insegnamento a distanza.

Oltre a ciò, si aggiungono la difficoltà di gestire l'insegnamento degli allievi in contemporanea col telelavoro, l'assenza di spazi negli appartamenti e i costi supplementari. Per questo il SER si appella alle autorità affinché migliorino il coordinamento al fine di consentire a tutte le famiglie la fruizione dell'insegnamento a distanza imposto dall'attuale epidemia di coronavirus.

Qualora l'attuale situazione dovesse prolungarsi oltre le vacanze di Pasqua, il SER chiede alle autorità di coinvolgere le associazioni professionali affinché sia garantita l'uguaglianza delle opportunità e la gratuità della scuola pubblica come previsto dalla legge.

A detta del sindacato vanno definiti orari giornalieri o settimanali. Il numero di ore di insegnamento va ridotto per consentire alle famiglie di conciliare attività professionale, vita famigliare e sostegno scolastico ai figli.

Le piattaforme cantonali di scambio andrebbero inoltre rese accessibili a tutti gli insegnanti in modo che quest'ultimi possano attingere quanto potrebbe far loro comodo per svolgere il lavoro. I genitori andrebbero inoltre informati sul tempo che i loro figli devono trascorre davanti allo schermo. Regole chiare devono inoltre essere adottate circa le valutazioni e gli esami.

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