"La diffusione dell'emergenza coronavirus ha innescato in Italia e in Ue una crisi senza precedenti" che ci sta costringendo "ad una prova durissima". Lo dice il premier italiano Giuseppe Conte nel corso dell'informativa alla Camera.

Lo stop al patto di stabilità "è stato essenziale per ulteriori stanziamenti di risorse. Tuttavia l'impatto finanziario della pandemia sarà tale da chiedere alla governance dell'eurozona un salto di qualità all'altezza della sfida. L'unione monetaria potrà uscire vincitrice solo se le sue istituzioni saranno rafforzate nel segno della solidarietà e dell'unità", ha spiegato il premier italiano, annunciando che l'Italia "sta lavorando alla creazione di strumenti di debito comune dell'eurozona".

"È cruciale la decisione della Banca centrale europea (Bce) dello scorso 18 marzo. La recessione che investirà con ogni probabilità tutto il contenimento Ue. La risposta dell'eurozona non può essere esposta al rischio di frammentazione dei mercati finanziari, soprattutto al livello dei titoli", ha detto. "A una emergenza straordinaria è essenziale rispondere con misure e azioni straordinarie. Risposte anche unitarie ma tardive saranno inutili", ha ribadito Conte facendo riferimento alla necessità di una reazione rapida e unitaria dell'Ue.

"La scelta degli interventi effettuati si è sempre basata sulle relazioni del Comitato tecnico-scientifico. I principi ai quali ci siamo attenuti sono stati quelli della massima precauzione ma contestualmente anche quelli della proporzionalità dell'intervento all'obiettivo. È questa la ragione della gradualità delle misure", ha aggiunto Conte. "Saremo all'altezza? La storia ci giudicherà, verrà il tempo dei bilanci, tutti avranno la possibilità di sindacare".

"Sono consapevole della necessità del coinvolgimento del Parlamento", che ritengo "doveroso", ah spiegato il premier italiano, ricordando che il governo informerà le Camere "ogni quindici giorni" e che tutti i "decreti" sono stati trasmessi" al Parlamento.

"Siamo lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità e al credito che già, con il decreto "Cura Italia" già adottato, è in grado di mobilitare la cifra di 350 miliardi di euro. Con il nuovo intervento normativo, a cui stiamo già lavorando, confidiamo di pervenire a uno strumento complessivo altrettanto significativo rispetto a quanto sin qui operato. Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto", ha aggiunto Conte.

"I più preziosi asset di questo Paese vanno protetti con ogni mezzo. Sarà possibile lavorare in questa direzione - ha sottolineato - a partire dal primo provvedimento normativo di aprile a cui stiamo lavorando".

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