I cantoni dovranno - e non solo potranno - regolamentare il numero di medici autorizzati a praticare. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale discutendo la riforma della LAMal. La camera ha invece rinunciato ad allentare l'obbligo di contrarre.

In prima lettura la Camera del popolo aveva concesso ai Cantoni la possibilità di attenuare l'attuale obbligo degli assicuratori di rimborsare le prestazioni di tutti i medici. Vista l'opposizione degli Stati, che temevano un naufragio dell'intera riforma in caso di votazione, oggi il Nazionale (con 135 voti contro 41 e 6 astenuti) ha deciso di rinunciarvi.

Con 146 voti contro 30 e 4 astenuti, la Camera del popolo - come detto - ha poi deciso di obbligare i Cantoni - e non solo consentire loro - a limitare il numero di medici. Il Nazionale ha poi voluto concedere agli assicuratori (131 voti a 52) il diritto di presentare ricorso contro le decisioni dei Cantoni in caso di disaccordo sui tetti massimi fissati.

Contro l'opinione di Consiglio federale e degli Stati, con 123 voti a 53 il Nazionale ha anche deciso che il progetto va attuato contemporaneamente al finanziamento monistico o unitario (ossia da parte di un solo soggetto) dei servizi nei settori ambulatoriale e ospedaliero. Secondo quest'ultima riforma, i cantoni dovrebbero partecipare finanziariamente anche al pagamento delle cure ambulatoriali.

Il dossier torna agli Stati.

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