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Dopo la cerimonia ufficiale svoltasi a fine aprile per il 600esimo della nascita di Nicolao della Flüe, oggi a Flüeli-Ranft (OW), frazione di Sachseln, dove nacque il futuro santo, si è svolta un'altra manifestazione in omaggio all'eremita. Nell'immagine l'ex consigliere federale Christoph Blocher.

KEYSTONE/ALEXANDRA WEY

(sda-ats)

Dopo la cerimonia ufficiale svoltasi a fine aprile per il 600esimo della nascita di Nicolao della Flüe, oggi a Flüeli-Ranft (OW), frazione di Sachseln, dove nacque il futuro santo, si è svolta un'altra manifestazione in omaggio all'eremita.

All'evento hanno partecipato anche il leader storico dell'UDC Christoph Blocher, il consigliere federale Guy Parmelin e il vescovo di Coira Vitus Huonder.

Stando agli organizzatori, circa 2500 persone sono convenute nel canton Obvaldo per assistere ai discorsi dei principali oratori su invito dell'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI).

Intervenendo davanti alla platea, il ministro della difesa Guy Parmelin ha definito Nicolao della Flüe "uomo modesto ma dall'immensa spiritualità, uomo di Dio ma vicino ai suoi simili". "Appartiene a quegli uomini che devono fungere da esempio per gli altri", ha dichiarato il consigliere federale. Dal canto suo, il consigliere nazionale Peter Keller (UDC/NW) ha ritracciato la storia del santo di Obvaldo.

Nicolao nacque il 21 marzo 1417 a Flüeli-Ranft, frazione di Sachseln (OW). Il futuro santo dedicò i primi 50 anni della sua vita all'agricoltura e ai suoi dieci figli, ma fu anche membro del Consiglio e del tribunale di Obvaldo.

Nell'autunno 1467 si congedò dalla famiglia e costruì nella gola di Ranft, a poche centinaia di metri da casa sua, una capanna che divenne la sua residenza di eremita e dove visse poi per venti anni in meditazione e penitenza.

Secondo il "Dizionario storico della Svizzera", "è ormai comprovata l'opera di mediazione svolta da Nicolao, pur senza essere presente di persona, nella conclusione della convenzione di Stans" del 1481, che pose fine alla crisi confederale degli anni 1477-81.

Le più note raccomandazioni ai confederati attribuite all'eremita sul piano politico - "non allargate troppo i confini" e "non immischiatevi nelle beghe altrui" - sono tuttora citate nelle controversie dei partiti elvetici riguardo alla neutralità e alla politica estera della Svizzera.

Secondo monsignor Huonder, la vita di Nicolao della Flüe è opera di Dio e un segno divino in tempi difficili per la vecchia Confederazione. "Se non ci fosse stato, forse non ci sarebbe più nemmeno la Svizzera", ha aggiunto.

Da parte sua, l'ex consigliere federale Christoph Blocher ha tessuto le lodi di Nicolao della Flüe quale precursore e figura emblematica della Confederazione. Il leader carismatico dell'UDC ha sottolineato che se i vertici della Svizzera mettessero in pratica i consigli dell'eremita di Flüeli-Ranft, il Paese ne trarrebbe beneficio.

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SDA-ATS