Ancora una giornata positiva per la Borsa svizzera, in concomitanza con la presentazione da parte del Consiglio federale delle misure per far fronte ai guasti causati dal coronavirus all'economia.

Un pacchetto che si aggiunge ai provvedimenti messi a punto da altri paesi, come gli Stati Uniti, ma anche la confinante Germania, mercato nevralgico per l'export elvetico.

Partita in forte rialzo, la Borsa ha perso vigore verso mezzogiorno, rimanendo pur sempre sopra la linea di demarcazione. In chiusura, l'indice SMI dei titoli guida si è fermato a 8989.16 punti, in progressione del 2,93%. L'indice completo SPI ha guadagnato il 2,80% a 10'906,75 punti.

Tranne Swisscom e Givaudan, tutti gli altri titoli del listino principale hanno terminato la giornata sopra la parità. Sostanziosi gli acquisti sugli assicurativi, con Zurich che ha fatto man bassa salendo del 7,32% a 329.70 franchi, precedendo Swiss Re (+6,45% a 69.34 franchi) e Swiss Life (+5.72% a 319.80 franchi).

Richiesti anche i bancari con UBS in progressione del 3,22% a 9.048 franchi e Credit Suisse del 5,89% a 8,16 franchi.

Gli acquisti sui difensivi hanno sostenuto la Borsa: Roche è salita dell'1,37% a 295.35 franchi. Novartis del 2,74% a 74.56 franchi e Nestlé del 2,55% a 96.61 franchi.

Bene anche i ciclici con ABB che è avanzata del 4,47% a 17.31 franchi, Adecco del 2,98% a 36.68 franchi, LafargeHolcim del 2.18% a 34.70 franchi. Si sono distinte anche Alcon (+5,46% a 46.00 franchi) e Lonza (+6,93% a 380.90 franchi).

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