La borsa svizzera ha chiuso in leggero rialzo una seduta trascorsa interamente in territorio positivo: l'indice dei valori guida SMI si è fermato a 8828,22 punti, in progressione dello 0,30%, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,26% a 10'293,34 punti.

Il mercato è stato soprattutto inizialmente sostenuto da impulsi positivi provenienti da Stati Uniti e Asia, sulla scia progressi realizzati nei colloqui relativi alla vertenza commerciale fra Stati Uniti e Cina. Con favore è stato anche visto l'indebolimento del franco, che migliora le prospettive per l'export elvetico.

Gli occhi erano puntati su Richemont (+2,80% a 67,64 franchi), che ha presentato un fatturato in crescita nel terzo trimestre dell'esercizio 2018/19. L'azione è apparsa più ispirata dell'altro valore del segmento del lusso, Swatch (invariata a 296,90 franchi).

In evidenza si è trovata pure LafargeHolcim (+1,42% a 44,37 franchi), grazie a una raccomandazione di Bank of America Merrill Lynch nel giorno in cui il colosso del cemento ha annunciato un'importante commessa per rafforzare la diga Afsluitdijk, nei Paesi Bassi.

Hanno convinto i bancari UBS (+0,43% a 12,94 franchi), Credit Suisse (+0,91% a 11,67) e Julius Bär (+0,83% a 38,66 franchi). Nello stesso comparto finanziario non hanno sfigurato gli assicurativi Zurich (+0,30% a 304,50 franchi), Swiss Re (+0,28% a 93,62 franchi) e Swiss Life (+0,68% a 402,00 franchi).

Hanno trainato il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,39% a 83,36 franchi) e Novartis (+0,51% a 86,80 franchi), meno Roche (+0,02% a 256,05 franchi).

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