Le prime proiezioni del voto in Bolivia mostrano una vittoria di stretta misura al primo turno del presidente uscente Evo Morales.

Un risultato che però non è confermato dallo spoglio ufficiale dei voti che, con il 72,22% dello scrutinio, dà invece un testa a testa fra Morales e Mesa. Tuttavia, manca ancora lo spoglio dei voti delle zone rurali, pro-Morales, trasportati al centro a dorso di mulo, che potrebbero conferire un netto vantaggio al presidente.

La legge elettorale in Bolivia prevede che un candidato possa vincere una elezione presidenziale al primo turno con il 50% più uno dei voti, oppure con almeno il 10% di vantaggio sul secondo.

Nel conteggio preliminare basato su un campione, Morales ha il 46,86%, contro il 36,72% di Mesa, una differenza del 10,14%. Dallo spoglio ufficiale del Tribunale supremo elettorale giunto al 72,22%, invece, emerge un testa a testa fra il capo dello Stato con il 42,30%, e Mesa (41,74%).

Intanto, violente proteste si sono registrate a partire da ieri sera in almeno nove città della Bolivia. Sostenitori dei partiti di opposizione e dei comitati civici hanno attaccato ed incendiato l'edificio del Tribunale elettorale dipartimentale di Potosí e saccheggiato gli uffici elettorali di Sucre e Tarija. A Santa Cruz è stato indetto uno sciopero ad oltranza dalle 12 (le sei svizzere) di oggi.

Drammatici gli scontri in particolare a Potosí, dove la polizia è stata costretta a ritirarsi per la furia dei manifestanti, mentre due persone si sono lanciate dalle finestre del 2o del Tribunale elettorale dipartimentale per sfuggire ad un incendio. Al momento non si conosce la loro sorte.

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