Il partito di opposizione brasiliano Psol ha denunciato all'Onu il presidente Jair Bolsonaro per aver "smantellato" gli enti preposti alla lotta alla deforestazione in Amazzonia e per la sua presunta complicità con "crimini ambientali" commessi nella stessa regione.

La denuncia è stata presentata al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, di cui è titolare l'ex presidente cilena, Michelle Bachelet, attesa al vertice Cop-25 sui cambiamenti climatici in corso a Madrid.

Bolsonaro si è comportato con "estrema negligenza di fronte a tragedie ambientali come gli incendi nella foresta amazzonica e l'enorme perdita di petrolio che ha contaminato la costa brasiliana da agosto", ha sostenuto il Psol nella sua denuncia.

Il Psol ha preso parte alle elezioni del 2018 candidando alla presidenza Guilherme Boulous, noto per il suo impegno a favore del Movimento dei senzatetto, e alla vice presidenza la leader indigena Sonia Guajajara, che quest'anno ha denunciato alle organizzazioni internazionali il tentativo di "genocidio" contro i popoli originari dell'Amazzonia da parte del governo Bolsonaro.

"Il presidente Bolsonaro e il suo ministro dell'Ambiente, Ricardo Salles, hanno drasticamente ridotto il budget per le politiche ambientali e incoraggiato l'impunità dei crimini ambientali", si legge nella denuncia a firma dei deputati Psol, tra cui Marcelo Freixo e Fernanda Melchiona.

Salles è tra l'altro in Spagna proprio per partecipare al Cop-25, dove chiederà un contributo di 10 miliardi di dollari in favore del Brasile per combattere gli incendi dell'Amazzonia.

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