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"Viaggi strazianti" Migranti in Libia: l’allarme di due agenzie ONU

Oltre tre quarti dei bambini e giovani adulti che cercano di raggiungere l’Europa dal Mediterraneo centrale sono vittime di abusi di ogni tipo. È la conclusione a cui giunge un rapporto pubblicato martedì dall’Unicef e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni.

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Condizioni disumane nei campi profughi in Libia, la denuncia di un libro

"Se cerchi di fuggire, ti sparano. Se smetti di lavorare, ti picchiano. Come gli schiavi, alla fine della giornata, ci chiudevano a chiave". L’esperienza in Libia raccontata da Aimanno, 16 anni, arrivato dal Gambia in Italia assieme al fratello gemello Ibrahim è una delle atroci testimonianze raccolte nel rapporto “Viaggi strazianti”Link esterno (Harrowing Journeys) realizzato dall’Unicef e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, attraverso le testimonianze di 22'000 migranti, tra cui 11'000 minorenni e giovani, tra il 2016 e il 2017.

Secondo il rapporto, il 77% dei bambini e dei giovani adulti che cercano di raggiungere l’Europa dal Mediterraneo centrale testimoniano di “esperienze dirette di abusi, sfruttamento e pratiche assimilabili al traffico di esseri umani”.

“Utilizzano parole come tortura, schiavitù, omicidio, traffico o stupro non come dei concetti astratti (…) ma come se fanno parte della loro realtà”, ha sottolineato la direttrice dell’Unicef Sandie Blanchet, presentando martedì il rapporto a Bruxelles. 

L’analisi di Michela Mercuri, autrice del libro “Incognita Libia”

Ad essere particolarmente presi di mira sono i migranti di origine subsahariana, si legge nel rapporto. “Il razzismo è un probabile fattore soggiacente” di questo trattamento.

Il numero più consistente degli intervistati arriva da Gambia, Guinea, Eritrea e Bangladesh, ed ha pagato tra i mille ed i cinquemila euro per raggiungere l'Unione Europea.

Col costante aumento del numero degli arrivi di minori in Europa negli ultimi anni, Unicef e Oim chiedono all'Unione di correre ai ripari, attraverso l'apertura di vie legali sicure; lotta contro traffico, sfruttamento, xenofobia e razzismo.

In aggiunta l'Oim chiede lo stop alla detenzione dei minori migranti in Libia. Un obiettivo su cui l'Ue dovrebbe puntare nei suoi negoziati con le autorità del Paese. "Un primo passo, a cui farne poi seguire altri", spiega il direttore regionale per l'Europa Eugenio Ambrosi, che evoca la necessità di una gestione delle frontiere Ue "children friendly" verso i migranti minori, grazie anche all'utilizzo mirato delle risorse e dei finanziamenti di Frontex.

Quanto alle misure europee mirate a fermare i migranti in Libia per contenere i flussi, per Sandie Blanchet sono "inaccettabili; è chiaro che non si tratta di un luogo sicuro per i bambini e le loro famiglie".

tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 12.9.2017)

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