Expo, noi non ci saremo

martedì 28 aprile 2015 12:57 - ultimo aggiornamento 15:30

di Gino Ceschina

keystone

Tvsvizzera.it non sarà ad Expo. Non una gran perdita, per l’esposizione mondiale: un piccolo sito di una piccola tv certamente non ha un peso significativo per la Mega-Manifestazione-Mondiale.

Ma questa storia ve la raccontiamo lo stesso, perché pensiamo che sia emblematica di una serie di difficoltà in cui si sta dibattendo attualmente l’esposizione mondiale.

Addio operazione speciale

Fin dalla nascita di tvsvizzera.it, poco più di un anno fa, si era deciso di puntare forte su Expo 2015. In sostanza, oltre alla copertura giornalistica (che comunque sarà garantita nei limiti del possibile) era prevista per l'11 e 12 maggio una due giorni all’interno del Padiglione svizzero per promuovere il sito, con trasmissioni in diretta, manifestazioni, dibattiti e incontri.

Impossibile.

Si è molto parlato della corruzione nell’ambito degli appalti Expo, dei ritardi dei cantieri, degli scandali politici. Finora si è parlato poco però dell’organizzazione. In particolare della comunicazione e della gestione dei rapporti con la stampa.

Trovare degli interlocutori, per un network radiotelevisivo come RSI/tvsvizzera.it, si è rivelata – ad esempio - un’impresa disperata: telefoni muti, mail senza risposta o con risposte interlocutorie se non addirittura sbagliate, completa confusione su responsabilità e permessi.

In buona sostanza il problema principale per Expo è… come entrarci. Di fatto, dopo una infinita serie di contrattempi che vi risparmio, la nostra piccola operazione è naufragata davanti alla famigerata questione dell’ultimo chilometro.

Padiglione svizzero precluso a tvsvizzera.it (Keystone )

Bisogna sapere che ciò che entra ed esce da Expo deve necessariamente percorrere l’ultimo chilometro sui mezzi di una ditta scelta da Expo stessa. In questo caso Schenker, che ha in pratica il monopolio del trasporto delle merci all’interno di Expo. Il che può anche starci per una ragione di sicurezza, ci mancherebbe. Ma almeno per i partner dei mass media forse andrebbero trovate delle soluzioni concordate.

Per come stanno le cose adesso, radio e televisioni devono arrivare fino alle soglie di Milano coi propri mezzi, quindi magari con il camion aziendale carico di telecamere, mixer, regie e quant’altro, scaricare il tutto in un luogo che finora non siamo riusciti a identificare con chiarezza, e consegnarlo nelle mani di Schenker, che in tempi e modi affatto chiari trasborderebbe il tutto all’interno dell’Esposizione. Il tutto senza garanzie su tempistiche e sicurezza di materiali anche molto costosi. E, chiaramente, pagando. E pagando più caro l’ultimo chilometro di tutto il viaggio precedente.

Beh no. Troppo poche garanzie, troppi costi, troppi rischi.

Ovviamente non siamo gli unici, ma purtroppo siamo tra i primi. Al punto che i tecnici della RAI, nella nostra stessa situazione se non peggio, ci hanno invitato a scrivere quel che abbiamo vissuto sperando che qualcosa si smuova. E c’è da chiedersi come affronteranno la situazione i network di lingua non italiana.

Il calvario degli accrediti stampa

A Expo è previsto l’arrivo di personaggi di livello mondiale: presidenti, ministri, Ban Ki-moon, forse Obama, forse il papa. C’è da chiedersi se ne sapremo mai qualcosa, visto che al momento ottenere l’accredito stampa (ma anche solo capire quale accredito ti serva) è qualcosa che sta tra la comprensione della materia oscura e il percorso spirituale per divenire cavalieri Jedi.

Porte chiuse e poca trasparenza per la stampa ad Expo

E comunque, una volta ottenuto l’agognato accredito sembra impossibile entrarne materialmente in possesso, perché a 3 giorni dall’inizio dell’esposizione mondiale non si sa dove e come possa essere ritirato.

Si sa però, ad esempio, che il collega della radio Svizzera di lingua tedesca, dopo aver letto sul sito di Expo che i badge potevano essere ritirati a Rho-Pero ieri è stato sul posto, potendo constatare che a Rho-Pero c’è un cantiere. Niente badge.

Si sa anche, per restare in Svizzera, che a due colleghi della televisione francofona, dopo giorni di attesa, stamane è stata fatta pervenire la seguente comunicazione:

“Dear Journalist, we have the 2 media badge for TSR ready to be picked up.
Please come at EXPO Accreditation Centre Via PISACANE 1, PERO (milan) today between 17.00 and 19.00 with a copy of your ID document.
Kind regards”

Speriamo che non abbiano impegni in giornata e possano fiondarsi da Ginevra a Milano per ritirare gli accrediti oggi tra le 17.00 e le 19.00 (prima non si lavora?), altrimenti nisba.

E speriamo che a Pero in via Pisacane non ci trovino il cantiere già visitato dall’altro collega.

 

Gino Ceschina, caporedattore